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2Copertina.2017

EUROPA

Il tortuoso cammino verso una politica energetica
Le utility elettriche cambiano pelle

ITALIA

La povertà energetica delle famiglie
La bioeconomia

PETROLIO & GAS

Mercato petrolifero: l’incertezza dietro un’apparente stabilità

 

 

 


EDITORIALE


G7 Ambiente a Bologna 
di Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

 


POLITICA ENERGETICA

 

Il tortuoso cammino verso una politica energetica europea
di Oliviero Bernardini, Comitato scientifico «Energia»
oliviero.bernardini@fastwebnet.it

L’articolo traccia il difficile percorso della politica energetica europea dagli esordi ai tempi attuali. La formulazione di una politica energetica comune si è sempre scontrata con differenze nella dotazione di risorse energetiche e nelle strategie nucleari dei paesi membri. Negli ultimi decenni, sotto la spinta dell’allarme per lo stato dell’ambiente, efficienza energetica e fonti rinnovabili hanno svolto un’azione unificante tra paesi membri, seppure trasformando il problema energetico in uno ambientale. In confronto ad altre aree del mondo, l’Unione Europea non sembra avere un problema di emissioni di carbonio, quanto di sicurezza degli approvvigionamenti. I paesi membri che dovessero accarezzare l’idea di uscire dall’Unione dovrebbero anche confrontarsi con i benefici dell’integrazione nel sistema energetico europeo, prima di fare il salto nel buio.

English Abstract
The article outlines the difficult course of European energy policy since its origins up to the present day. The formulation of a common energy policy has been thwarted time and again by differences in energy resource endowment and nuclear strategies of the member States. In the last few decades, driven by the increasing alarm over the state of the environment, energy efficiency and renewable resources have played a unifying role between member States, even if transforming the energy problem into an environmental issue. Compared to other world areas, the European Union does not seem to have a carbon emission problem as much as one of energy supply security. Member States meditating to leave the Union should also measure such a move against the benefits of integration in the European energy system, before leaping in the dark.

 

La povertà energetica delle famiglie italiane
di Carlo Amenta, Dipartimento di Scienze economiche, aziendali e statistiche, Università degli Studi di Palermo
carlo.amenta@unipa.it 
e Luciano Lavecchia, Istituto Bruno Leoni
luciano.lavecchia@brunoleoni.org

Negli ultimi 15 anni la spesa energetica delle famiglie italiane è significativamente cresciuta, aggravando la difficoltà delle famiglie più vulnerabili ad acquistare un paniere minimo di servizi energetici con ricadute negative sul loro benessere (c.d. povertà energetica). Si stima che nel 2014 tale condizione avrebbe riguardato circa 1,9 milioni di famiglie. Sin dal 2009 esistono dei programmi ad hoc per il contrasto alla povertà energetica, il bonus elettrico e il bonus gas, condizionati a specifiche soglie dell’ISEE. La platea delle famiglie beneficiarie nel 2014 era di circa 1,5 milioni a fronte di 3,9 milioni potenzialmente beneficiarie sulla base dell’ISEE. Tuttavia, vi è evidenza che l’attuale formulazione dei bonus incida solo marginalmente sul fenomeno della povertà energetica.

English Abstract
In the last 15 years households’ energy expenditures have significantly increased causing a reduction of consumption of energy commodities that increased households’ vulnerability in order to buy a minimum set of energy commodities (so called energy poverty). In 2014 almost 1.9 million of households were energy poor. Since 2009 Italy has been running two means-tested programs targeting energy poverty, namely the «bonus elettrico» and the «bonus gas». The estimated eligible population is around 3.9 million of households, with almost 1.5 million effectively benefiting from these policies. However, there is evidence that the programs are only marginally tackling the problem, leading to a review of the existing policies.

 

Le grandi utility elettriche europee cambiano pelle
di G.B. Zorzoli, Associazione Italiana Economisti dell’Energia e Comitato Scientifico «Energia»
gb.zorzoli@fastwebnet.it

Tra il 2014 e il 2016 la ridotta redditività della vendita di kWh, tradizionale business delle utility elettriche europee, ha indotto le più importanti a decidere un radicale cambio di strategia, volto a privilegiare le attività a bassa intensità di capitale, a puntare su investimenti con ritorni in tempi più brevi rispetto a quelli tradizionali, ad allargare la quota di ricavi derivanti da settori regolati. I nuovi business identificati dalle singole utility sono sostanzialmente omogenei: le reti, le soluzioni per i clienti, le rinnovabili. L’analisi delle principali utility europee consente però di prevedere tempi e dimensioni del cambiamento significativa – mente differenziati, a causa del diverso contesto in cui operano le sin – gole aziende, del peso oggettivo esercitato dall’eredità delle gestioni passate, della capacità di adeguarsi alle nuove sfide da parte della cultura professionale di chi lavora all’interno delle utility.

English Abstract
The low wholesale electricity prices recorded in 2014-2016 are prompting many European companies to strategic changing aimed at new business models, based on low capital-intensive activities, shorter payback investments and higher turnover share of regulated business. The business unit identified by utilities to implement the new strategy are actually alike: grids, renewables, and innovative retail offerings. A review of the most important European utilities shows that the size and the speed of their own transitions are pretty different, according to the local political environment, the curbing impact of the previous core business, their capacity to face new challenges and the open mindedness of their workforce.

 

 


PETROLIO & GAS

 

Mercato petrolifero: l’incertezza dietro un’apparente stabilità
di Filippo Clô, Ricercatore, Rie-Ricerche Industriali ed Energetiche
filippo.clo@rie.it

Il prolungamento dell’Accordo OPEC-nonOPEC era la risposta più ovvia di quest’inedito gruppo di produttori al gioco dialettico con la produzione shale degli Stati Uniti che domina l’attuale fase del mercato petrolifero. Un meccanismo azione-reazione innescatosi con il combinarsi del ritorno all’interventismo sull’offerta dei paesi produttori – stremati dagli effetti del libero mercato sulle loro economie – con la reattività ai prezzi dello shale. Questi si sono mantenuti da inizio anno entro una fascia di 45-55 doll./bbl, mostrando un profilo di stabilità estraneo al biennio passato. Andamento che potrebbe protrarsi oltre la prima metà dell’anno, ma che difficilmente può ritenersi strutturale. L’avvento dello shale ha avviato una nuova era del petrolio, in gran parte ancora ignota al mondo che vi opera.

English Abstract
The OPEC-nonOPEC deal extension was the most obvious response of this unprecedented group of producers to the dialectical game with the US shale production that is dominating the current oil market phase. An action-reaction mechanism triggered by the combination of the producing Countries return to supply management – because of the painful effects of the free market on their economies – with the shale reactivity to prices. These have been stable from the beginning of the year within a 45-55 doll./bbl range, a remarkably different profile compared to the past two years. This trend may continue beyond the first half of the year, but it will hardly prove to be structural. With the advent of shale, a new oil era has started and it is still largely unknown.

 

 


AMBIENTE

 

La bioeconomia in Italia
di Serena Fumagalli e Stefania Trenti, Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo

La bioeconomia è un concetto complesso, sia per l’eterogeneità dei settori coinvolti, sia per la molteplicità dei soggetti, espressione di mondi differenti, spinti a interagire e coordinarsi per sostenere un’e – conomia che promuove l’uso di risorse rinnovabili. Utilizzando un’originale metodologia, è stato stimato il valore della bioeconomia per l’Italia pari, nel 2015, a circa 251 mld. euro di fatturato, per 1,65 milioni di occupati, un peso dell’8,1% sul totale del valore della pro – duzione. Oltre a un peso rilevante della bioeconomia, l’Italia mostra anche un’elevata diversificazione settoriale, con un ruolo dominante della filiera agro-alimentare ma anche con una presenza significativa del mondo del tessile e della concia, dell’industria del legno, della carta e una significativa presenza delle componenti high-tech della chimica bio-based e della farmaceutica bio-tech.

English Abstract
Bioeconomy is a complex phenomenon because of both the hetero – geneity of economic sectors involved and the huge variety of players that have to cooperate to sustain an economy based on renewable resources. The value of bioeconomy has been quantified by using an original methodology. In 2015, in Italy it has shown a production of 251 billion euros, equal to 8,1% of the total value of the domestic production. In terms of employment, estimates show significant num – ber of employees, almost 1.65 million. Bioeconomy is characterized also by a high level of sectorial diversification: the agro-food industry has the most relevant role, followed by textile and tanning industry, wood and paper sectors and high-tech components of bio-based chemistry and bio-tech pharmaceutical.

 

 


REGULATION & DEREGULATION

Il dibattito sulla riforma dei corrispettivi di trasporto del gas

 

Osservazioni sulla proposta di riforma
di Federico Boschi, già Direttore Mercati dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico

 

Oltre il servizio di trasporto: finalità della rete e allocazione dei costi
di Hannelore Rocchio,  Eni, Regulatory Affairs and Market & Business Design Executive Vice President
Hannelore.Rocchio@eni.com

Gli attuali criteri di determinazione dei corrispettivi espongono il sistema gas a rischi di uso inefficiente delle infrastrutture nonché di riduzione dei livelli di competitività e sicurezza. Per l’Italia, la prima scadenza critica è il 2019, quando scadono diversi contratti di approvvigionamento dall’Algeria. Se non si riesce in tempo utile ad attuare una riforma complessiva delle tariffe di trasporto, è necessario identificare misure per contenere le attuali inefficienze, riducendo da subito i corrispettivi di ingresso, in particolare quelli da sud. Il presente articolo illustra una possibile soluzione che, con minime modifiche, riduce detti corrispettivi, intervenendo sulla base costi che devono essere recuperati dai punti di ingresso.

English Abstract
The current transportation charging methodology risks exposing the gas system to an inefficient use of infrastructures and to a reduction in competitiveness and security. In Italy, a first crucial deadline is in 2019, when several supply contracts from Algeria end. If a comprehensive reform of transportation charges is not carried out early enough, it will become necessary to identify measures that could at least minimize current inefficiencies through an immediate decrease in entry tariffs, especially from the South. This article presents a possible solution which, with minimal modifications, lowers the aforementioned charges by reducing costs recovered from entry points.

 

 

Le frodi nel settore dei carburanti in Italia
di Bonaventura Sorrentino, Avvocato presso lo Studio legale e tributario Sorrentino Pasca Toma

Negli ultimi anni, il fenomeno delle frodi fiscali nel settore carburanti ha inciso pesantemente sulle casse dell’Erario, attraverso l’evasione fiscale, e sui bilanci degli imprenditori onesti, a causa della falsata concorrenza. I sistemi di frode più praticati sono le frodi carosello, le false esportazioni e il commercio di prodotti fatti rientrare tra quelli fiscalmente agevolati. All’origine del fenomeno vi sono la liberalizzazione del mercato e il sempre maggior gravame fiscale. Per porvi rimedio, il legislatore ha introdotto nuove regole, in particolare sulle tempistiche di trasmissione delle informazioni all’Agenzia delle Entrate, sulle operazioni di esportazione dei prodotti energetici, sul tracciamento delle autobotti. Altre iniziative sono in corso: un meccanismo di inversione contabile dell’IVA e l’istituzione di una «Superprocura» a livello europeo.

English Abstract
In recent years, the tax fraud phenomenon in the fuel sector has heavily affected both the Treasury funds, through tax evasion, and the honest business entrepreneurs’ budgets, due to distorted competition. The most practiced fraudulent systems are the carousel fraud, the false exports, and the trade of products improperly labelled as taxprivileged. At the origin of this phenomenon, the liberalization of the market and the ever-increasing tax burden. To remedy, the legislator introduced new rules, in particular with regard to the information transmission timing to the Italian Revenue Agency, the export of energy products, the tankers tracking. Other initiatives are underway: a VAT reverse charge mechanism and the establishment of a «super- Attorney» at European level.

 

 


ENERGIA E CULTURA

 

Energia e Patrimonio culturale in Basilicata e Puglia
di Ada Preite e Antonio De Siena

 

 

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