2 Febbraio 2018

Ambientalmente sostenibile ma fiscalmente insopportabile

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Nei venti anni al 2014 il gettito delle imposte ‘ambientali’ ma non destinate all’ambiente sono aumentate di circa il 70% raggiungendo la stratosferica cifra di 57,6 miliardi di euro: circa 1.000 euro per ogni italiano.

Dall’ultima Relazione sullo Stato dell’Ambiente italiano realizzata dal Ministero competente, emerge che dal 1995 al 2014 le imposte che a vario titolo potrebbero definirsi come ambientali sono passate da 34,1 a 57,6 miliardi di euro, distribuite per 47,3 miliardi sull’energia (82%), 9,7 miliardi sui trasporti (17%) al netto delle accise sui carburanti, il resto su voci minori (discariche, emissioni inquinanti, etc.).

L’intento acclamato è di colpire i prodotti inquinanti per ridurne il consumo a vantaggio dell’ambiente, della salute dei cittadini, e così via. Quello reale è far cassa destinando di questa enorme cifra solo le briciole al riassetto idrogeologico del Paese, alla salvaguardia delle nostre coste, all’adattamento degli edifici nelle aree sismiche.


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