12 Ottobre 2018

Finalmente una buona notizia

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In un articolo scritto con G.B. Zorzoli su Energia un anno fa sollecitavamo “un intervento di politica industriale da parte dello Stato, o sue articolazioni, che impedisca la fine di una straordinaria avventura – quella della produzione di biocarburanti della Mossi&Ghisolfi – tecnologicamente all’avanguardia nel mondo”. Non farlo – proseguiva David Chiaramonti dell’Università di Firenze – sarebbe “una iattura per il Sistema Paese” (allegato in calce).

Un rischio molto concreto visto il totale disinteresse della politica, salvo poche lodevoli eccezioni, dei media, degli osservatori di cose energetiche, tutti presi dal varo del documento di Strategia Energetica Nazionale. Quasi che la salvaguardia di una delle nostre poche eccellenze tecnologiche in campo energetico non vi dovesse far pienamente parte. Quel rischio non si è avverato grazie all’intervento di Versalis, la più grande società chimica italiana per fatturato, volumi di produzione, numero di occupati, controllata dal Gruppo Eni.

Al termine di un procedimento competitivo, Versalis ha acquisito le attività di M&G di sviluppo, industrializzazione, licensing dei processi biochimici per la produzione di biomasse in zuccheri di seconda generazione e successiva produzione di etanolo. Per una volta il nostro Paese ha dato prova di lungimiranza, non a caso da parte di Eni: quel che conferma la giustezza del suo mantenimento nell’alveo della proprietà pubblica.

L’acquisizione del ramo di azienda di M&G non può comunque assimilarsi alle vecchie pratiche di salvataggio di aziende in crisi, che scaricavano oneri impropri sulle imprese pubbliche. Costituisce invece un’avveduta scelta aziendale che ne accrescerà il valore. È molto importante che un patrimonio unico al mondo di conoscenze e competenze sviluppate tra industria, università, centri di ricerca non vada disperso né venga acquisito da imprese estere a prezzo di saldo, per essere invece rilanciato da un leader dell’industria energetica mondiale.

nel dopo-Parigi non si va da nessuna parte se non si punta allo sviluppo di nuove tecnologie

Eni ha avviato da anni e consolidato nel Piano 2018-2021 una strategia di decarbonizzazione articolata su quattro pilastri: riduzione delle proprie emissioni (azzeramento gas flaring, riduzione emissioni fuggitive di metano e di quelle nell’upstream); portafoglio oil&gas a basso contenuto carbonico; green business (bio-produzioni nelle riconvertite raffinerie di Venezia e Gela, sviluppo solare ed eolico per 1GW); impegno nella Ricerca&Sviluppo. L’acquisizione di M&G è coerente con questa strategia, in grado di rafforzare il posizionamento competitivo di Versalis nello sviluppo di una piattaforma tecnologica integrata da biomasse.

Due le conclusioni che questa vicenda suggerisce. Primo: che nel dopo-Parigi non si va da nessuna parte se non si punta allo sviluppo di nuove tecnologie. Secondo: che la politica prenda a interessarsi delle questioni reali che attraversano l’industria energetica individuando i (rari) punti di eccellenza su cui puntare e far convergere l’azione di imprese, università, centri di ricerca.


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