17 Ottobre 2018

Il Grande Freddo per milioni di famiglie italiane

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L’Istat ha pubblicato di recente il “Rapporto SDGs 2018”, ove SDGs sta per Sustainable Development Goals: i 17 ambiziosi obiettivi adottati nel 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per porre fine alla povertà, proteggere il Pianeta, assicurare prosperità all’umanità intera. Il tutto entro il 2030.

Tra di essi stava l’iniziativa lanciata nel 2012 “Sustainable Energy for All” finalizzata ad: “Assicurare l’accesso a sistemi di energia moderni, sostenibili, sicuri a prezzi sopportabili per tutti”. Secondo il rapporto Sustainable Energy for All 2017 (vedi allegato in calce), questo obiettivo è tuttavia “unlikely to be met on current trends or even on the basis of recently enhanced policy commitments”. Politiche lontanissime da quelle che gli Stati del mondo si erano impegnati ad adottare al Palazzo di Vetro di New York e qualche mese dopo alla COP21 di Parigi. Politiche carenti sul loro aspetto dirimente: il flusso degli investimenti necessari alla bisogna: tre volte superiori a quelli correnti. Politiche poco virtuose sul piano ambientale ma anche su quello socio-economico con molte famiglie incapaci di disporre dell’energia necessaria a soddisfare i loro bisogni elementari.

In Italia, 9,4 milioni di persone non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa

Un fenomeno che avremmo immaginato affliggere l’altra metà del mondo, quello povero, ma che va sempre più diffondendosi alla civile ed avanzata Europa. Come denunciato nel 2011 dall’European Economic and Social Committee che lo indicò come «nuova priorità sociale che deve essere combattuta a tutti i livelli nazionali ed europei» con la stima che ne potessero essere interessate dai 50 ai 125 milioni di persone. Fenomeno confermato nel 2015 dalla Commissione europea che affermò “troppe famiglie non riescono a pagare le bollette dell’energia”, senza per altro poco o nulla fare per affrontarlo tutta proiettata a battersi per costruire una vera e propria Energy Union o a rendere illusoriamente più efficienti i mercati.

Le politiche di sostegno alle rinnovabili hanno pesanti effetti distributivi a danno delle famiglie a basso reddito

L’idea che le liberalizzazioni e la costruzione di un mercato unico europeo dell’energia avrebbero favorito un calo dei prezzi è rimasta un’alchimia nonostante il crollo dei costi all’origine della materia prima. Anzi, più questi scendevano più quelli finali dell’elettricità aumentavano a causa delle politiche di sostegno alle rinnovabili con pesanti effetti distributivi a danno delle famiglie a basso reddito. Ebbene, tornando al rapporto Istat citato all’inizio, il nostro Paese non è affatto esente da questa piaga. Anzi. Nell’elencare il percorso verso il raggiungimento dei 17 obiettivi su indicati sta candidamente scritto (pag.10) che in Italia ‘cresce la quota di popolazione che non riesce a riscaldare l’abitazione’ (punto 7). In particolare, nel 2016, sempre in base a dati Istat, il 16,5% delle famiglie italiane non poteva permettersi di “riscaldare adeguatamente la casa”. Considerando che il numero complessivo delle famiglie ammonta a 25,9 milioni, ne deriverebbe che ne sono interessate 4,3 milioni, pari a sua volta, data la numerosità media delle famiglie italiane di 2,3 unità, a 9,4 milioni persone.

In un interessante articolo apparso oltre un anno fa su Energia, Carlo Amenta e Luciano Lavecchia concludevano che: “Un eventuale aumento dei prezzi di gas ed elettricità comporta una riduzione dei consumi con gravi ripercussioni per la salute delle famiglie più vulnerabili”. Ebbene, da allora i prezzi del gas e dell’elettricità sono aumentati a due cifre percentuali e le previsioni a breve sono di un loro ulteriore aumento. Ma la cosa non sembra al centro del dibattito sull’energia che verrà nel nostro paese. Il documento Strategia Energetica Nazionale 2017 indicava, in un apposito paragrafo, criticità e soluzioni per affrontare la povertà energetica. Ad esse non è stato dato alcun seguito, per la caducità e schizofrenia della politica italiana, attenta a interessi particolari più che a quelli generali.

Mentre l’inverno è ahimè alle porte…

 

Sullo stesso argomento: ‘Energy For All’? di Alberto Clò