11 Dicembre 2018

Confindustria e rinnovabili: una corsa al ribasso

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È una corsa al ribasso rispetto all’obiettivo indicato dalla RED II: 32% dei consumi finali coperti da produzione rinnovabile nel 2030. Non sfugge alla tentazione il “Libro Bianco” (LB) della Confindustria “per uno sviluppo efficiente delle FER al 2030” (documento in fondo al testo), anche a costo di forzare la mano sulla riduzione dei consumi finali di energia.

Il documento è il risultato di un compromesso che, da un lato, ha formalmente enfatizzato le rinnovabili, dall’altro conserva inalterata la quota di gas per la generazione elettrica. Infatti, questa resta identica a quella indicata dalla SEN e la percentuale delle FER sale al 60% (rispetto al 55% della SEN) solo perché il denominatore (domanda di energia elettrica) viene ridotto addirittura di più della domanda complessiva di energia, ma i TWh di produzione FER rimangono gli stessi della SEN.

Rispetto all’obiettivo 2030, già sfidante (108 Mtep), della SEN 2017, il LB abbassa l’asticella dei consumi a 100,6 Mtep, in modo da contenere la quota coperta dalla FER al 29,7%.

In un documento in cui viene dato per scontato l’ulteriore sviluppo del processo di elettrificazione, suona un po’ bizzarro che i consumi finali elettrici si contraggano più di quelli totali.

Se un documento di programmazione economica assumesse per il PIL italiano un tasso di crescita media dell’1% all’anno tra il 2017 e il 2030, verrebbe immediatamente subissato di critiche: troppo basso per essere considerato accettabile. Ebbene, per mettere d’accordo una crescita dell’economia così modesta con l’obiettivo sui consumi finali al 2030 assunto dal LB, alla fine del prossimo decennio l’intensità energetica del PIL (tep richiesti per unità di PIL) dovrebbe ridursi del 33,3% rispetto al 2017, quando nel decennio 2005-2015 è scesa meno della metà: 13,9%. Un cambio di marcia poco realistico.

Come anticipato, per conservare la stessa ripartizione della SEN tra FER e combustibili fossili nella produzione elettrica al 2030, il LB assume un calo della domanda elettrica rispetto a quella ipotizzata dalla SEN (-9%), più elevato di quello relativo alla domanda complessiva di energia (-6,7%). In un documento in cui viene dato per scontato l’ulteriore sviluppo del processo di elettrificazione, suona un po’ bizzarro che i consumi finali elettrici si contraggano più di quelli totali.

 

 

Foto: Karsten Würth Unsplash


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