26 Gennaio 2024

Rallenta la crescita del solare e altre 9 previsioni Wood Mackenzie per il 2024

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Rallenta la crescita del solare, nucleare e CCS alla ribalta, petrolio tra OPEC+ e USA, idrogeno blu meglio del verde, arriva la geoingegneria. Ed Crooks presenta le 10 previsioni 2024 di Wood Mackenzie sull’energia.

Dopo quelle di CRU e di Energy Intelligence, proseguiamo la nostra panoramica delle previsioni 2024 sull’energia presentando quelle di Wood Mackenzie. La consultancy di Edimburgo si aspetta che alcune delle 10 tendenze previste lo scorso anno si confermeranno anche nel 2024 affiancate da altre emergenti.

La crescita globale del solare inizia a rallentare

1. Rallenta la crescita globale del solare

La capacità solare a livello globale continuerà a crescere rapidamente nel prossimo decennio, ma con un ritmo che inizia a rallentare su base annua rispetto ai tassi osservati negli ultimi anni. La crescita media annua per il 2024-28 è prevista pari a zero, compresi alcuni anni in contrazioni. In netto contrasto con il +28% del periodo 2019-23 (se si conferma il +56% stimato per il 2023).

La crescita segue una tipica curva a S. Negli ultimi anni ha accelerato rapidamente lungo la parte più ripida della curva. A partire dal 2024, il settore supererà il punto di flessione, caratterizzato da un modello di crescita più lento. Un percorso naturale per un mercato che matura.

Non tutte le regioni si trovano attualmente nello stesso posto lungo la curva a S. Africa e Medio Oriente hanno ancora molta strada prima di raggiungere il punto di flessione. Diverso è per i due mercati principali dove rallenta la crescita del solare: Asia Pacifico, dominata dalla Cina, e l’Europa.

Nucleare come (co)soluzione climatica

2. Resta elevata l’attenzione politica verso il nucleare come soluzione climatica

Wood Mackenzie prevede che nel 2024 l’energia nucleare otterrà un ampio sostegno invertendo una tendenza di mezzo secolo. Restano da superare le sfide di accettabilità pubblica e competitività economica rispetto alle energie rinnovabili e alla produzione di combustibili fossili. Ma resta il fatto che il nucleare è l’unica soluzione “plug-and-play” a zero emissioni di carbonio affidabile, dispacciabile, con un ingombro fisico e materiale ridotto per la produzione di energia.

Il tema resta sull’agenda politica anche in Italia. Sul trimestrale 1.24 della rivista ENERGIA ne tratteremo gli aspetti economici con un saggio di Luigi De Paoli, mentre nel numero 4.23 ne abbiamo affrontato il quadro giuridico con un contributo di Raffaele Bifulco.

Le contraddizioni nel futuro del gas

3. Gas e GNL nel guado tra decarbonizzazione e sicurezza energetica

Come sostenuto anche dal nostro direttore Alberto Clò nel suo articolo Le due grandi contraddizioni nel futuro del gas naturale pubblicato su ENERGIA 1.23, Wood Mackenzie prevede che la contraddizione tra esigenze di decarbonizzazione e quelle di sicurezza energetica costituiranno un freno alle decisioni di investimento nel gas e nel GNL per molte aziende.

Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, l’industria globale del gas e del GNL ha ridefinito la priorità di garantire l’approvvigionamento. Nel 2022 e nel 2023 sono stati firmati contratti di vendita e acquisto di GNL per più di 65 milioni di tonnellate all’anno di. Gli investimenti in nuova fornitura di GNL sarebbero destinati a rallentare nel 2024, data l’entità di quelli già effettuati e il previsto riequilibrio del mercato.

Ma COP28 ha aggiunto nuova incertezza alle prospettive del gas. Da una parte, essendo un combustibile fossile, si spinge perché venga abbandonato. Dall’altra, essendo il combustibile meno impattante (il cosiddetto “carburante di transizione”), dovrebbe avere ancora dei margini consentendo di garantire la sicurezza energetica di una domanda ancora elevata. Le aziende e i governi devono riconsiderare gli investimenti in questo contesto in evoluzione, e alcuni potrebbero venire rallentati.

​Petrolio: OPEC+ vs Stati Uniti

4. Rallenta la crescita della produzione petrolifera non-OPEC allentando la pressione su OPEC+

Quest’anno si è verificato un forte aumento della produzione di petrolio non-OPEC di circa 2 milioni di barili al giorno, che ha aumentato la pressione sul gruppo OPEC+ spingendola a tagliare la propria produzione per evitare un crollo dei prezzi. L’anno prossimo, Wood Mackenzie prevede che la crescita dei paesi non-OPEC rallenterà a soli 0,8 milioni di barili al giorno, in primis per il forte rallentamento di quella statunitense, seguita da altri paesi, tra cui il Brasile.

Attenzione però al possibile aumento di produttività negli Stati Uniti (che è la quinta previsione di Wood Mackenzie).

More with less

5. I produttori USA di petrolio e gas faranno di più con meno

La più importante notizia macroeconomica del settore petrolifero e del gas statunitense il prossimo anno potrebbe riguardare i guadagni di efficienza negli Stati Uniti. Wood Mackenzie prevede che la spesa in conto capitale upstream diminuirà nel 2024, per il secondo anno consecutivo, ma allo stesso tempo la produzione totale di petrolio e gas dei cosiddetti “Lower 48” continuerà ad aumentare, stabilendo nuovi record per ciascuno di essi.

Anche se diminuiscono il numero di perforazioni, queste aumenteranno di velocità riducendo i tempi di ciclo, con un complessivo miglioramento di esecuzione dei progetti. L’epoca dello shale americano potrebbe non essere ancora tramontata.

Oil&Gas tornano le grandi fusioni

6. Tornano le grandi M&A

Una grande E&P statunitense potrebbe fondersi con una grande E&P internazionale. Le fusioni e acquisizioni su larga scala puntano sempre più alla diversificazione, poiché le aziende cercano di costruire piattaforme finanziarie resilienti. L’internazionalizzazione è il passo logico successivo in questa strategia. La forte valuta azionaria degli acquirenti statunitensi costituirà un’esca per obiettivi esteri.

I colori dell’idrogeno

7. Il blu meglio del verde

Le ambizioni per l’idrogeno a basse emissioni di carbonio in tutto il mondo, riflesse nelle politiche governative e nello sviluppo di progetti aziendali, sono davvero notevoli. Tuttavia, i progressi sul fronte verde (rinnovabili + elettrolizzatori) rimarranno lento poiché gli sviluppatori faticano a superare diversi ostacoli, di cui due sfide principali: competitività dei costi e garanzie da parte degli acquirenti.

È molto probabile che i progetti con controparti credibili e quelli che mirano all’idrogeno come materia prima nelle applicazioni esistenti vadano avanti. Coloro che puntano a nuove applicazioni faranno fatica a raggiungere costi che competano con quelli dei combustibili fossili tradizionali.

Anche i progetti sull’idrogeno blu si muoveranno lentamente attraverso il ciclo di sviluppo del progetto, ma un numero maggiore di essi raggiungerà il FID poiché beneficiano di maggior competitività e si adattano più rapidamente.

Compensare le emissioni…

8. Riprende slancio il “carbon offset”

Nel 2023 il mercato volontario del carbonio si è trovato a un bivio, con le attività di mercato impantanate da una perdita di fiducia e gli acquirenti che desideravano chiarezza. La COP28 non è riuscita a raggiungere un accordo sull’Articolo 6 e il sentiment del mercato è stato nuovamente frustrato. La situazione sembra disastrosa, ma ci sono ragioni per credere che potrebbe trattarsi del buio prima dell’alba. Gli acquirenti si stanno facendo più saggi ed eliminano le compensazioni (offset) di bassa qualità dal mercato. In assenza di una supervisione centralizzata da parte delle Nazioni Unite, organi di governo indipendenti stanno definendo linee guida e offrendo chiarezza. E i programmi di compensazione stanno lavorando duramente per evolversi. Wood Mackenzie si aspetta di vedere i risultati di questi sforzi nel 2024.

…catturarle…

9. CCS, nuove tecnologie raggiungeranno finalmente la scala commerciale

La novità è il tanto atteso passaggio delle nuove tecnologie da scala pilota a scala commerciale.  Wood Mackenzie monitora fino a 100 progetti su scala commerciale nel 2024, di cui 50 hanno buone possibilità di progredire.

Nuove tecniche per catturare l’anidride carbonica come la modularizzazione, l’assorbimento di solidi e il bioriciclaggio saranno completamente implementate per la prima volta nel 2024. Queste promettono una minore intensità energetica e riduzioni dei costi fino al 50% rispetto ai metodi tradizionali. In caso di successo, le barriere verranno abbassate per gli emettitori nelle industrie pesanti vitali come quella del cemento e dei prodotti chimici.

…o migliorarne l’assorbimento

10. Geoingegneria, un argomento scottante

Nelle conclusioni del primo Global Stocktake alla COP28, i paesi hanno riconosciuto che il carbon budget rimanente si sta riducendo rapidamente, con il rischio di superare l’obiettivo di 1,5°C. Ciò significa che centinaia di miliardi di tonnellate di anidride carbonica dovranno essere rimosse o catturate e immagazzinate per riportare il mondo sulla strada giusta per un riscaldamento non superiore a 1,5°C entro il 2100.

Le tecniche di geoingegneria possono essere utilizzate per migliorare la capacità di assorbimento del carbonio del pianeta e per riflettere la luce solare nello spazio, contribuendo a mantenere la terra fresca. Ad esempio, aerosol o altre sostanze chimiche possono essere rilasciati nell’atmosfera a pochi chilometri di distanza, riflettendo così una maggiore quantità di luce solare lontano dalla superficie del pianeta. Wood Mackenzie è convinta che nel 2024 i governi e le istituzioni scientifiche si uniranno per studiare più a fondo questa affascinante materia e discutere i pro e i contro di perseguirla.


Puoi leggere l’articolo integrale di Ed Crooks Ten predictions for energy in 2024 sul sito di Wood Mackenzie.


Foto: Pixabay

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