9 Aprile 2024

L’arma del gas. L’Europa nella morsa delle guerre per l’energia

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La recensione di Alberto Clò del volume di Andrea Greco e Giuseppe Oddo “L’arma del gas. L’Europa nella morsa delle guerre per l’energia” pubblicata sul trimestrale ENERGIA 1.24.

Nell’ultimare la lettura del bel volume di Andrea Greco e Giuseppe Oddo sorge spontanea una domanda, da cui ne derivano molte altre a cascata: cosa accadrà all’Europa e al nostro Paese col gas tornato al centro della scena internazionale, dopo lo scoppio della guerra tra Israele e Hamas? Quanta nuova incertezza discende dal diffondersi delle tensioni geopolitiche in Medioriente, con gli attacchi degli yemeniti Houthi che hanno bloccato la rotta Mar Rosso-Canale di Suez impedendo il transito delle metaniere di GNL del Qatar verso l’Europa e l’Italia?

E come reagiranno i mercati dell’energia alle prossime crisi geopolitiche, sapendo che nell’immediato dell’attacco di Hamas del 7 ottobre scorso i prezzi del gas hanno registrato un balzo abbastanza inspiegabile guardando ai fondamentali reali, mentre quelli del petrolio hanno segnato una stabilità non meno sorprendente? All’opposto di quel che si è sempre osservato, infatti, i prezzi energetici hanno manifestato una strana indifferenza alle tensioni geopolitiche.

Copertina rivista ENERGIA 1.24
L’indice di ENERGIA 1.24

Una strana indifferenza alle tensioni geopolitiche

Il libro offre numerosi spunti di riflessione, partendo dalla lunga trama dei rapporti internazionali dei paesi europei, in primis Germania e Italia, per aumentare i loro approvvigionamenti di gas naturale. Mattei aveva capito per primo la valenza strategica di questa fonte sullo sviluppo economico del nostro Paese e per rompere il dominio delle majors petrolifere, costruendone da zero un mercato a livello europeo, salvo poi assistere, aggiungiamo noi, all’assurda critica delle autorità italiane all’Eni di averlo osteggiato. Avviando le negoziazioni per approvvigionarsi dall’ex-Unione Sovietica, Olanda e Algeria, puntando ad una diversificazione delle forniture che attenuasse i rischi di una eccessiva dipendenza da uno di essi e rafforzasse la sicurezza energetica.

Finalità cui miravano i padri fondatori della Comunità europea guardando al lunghissimo termine, facendo perno sulla fonte nucleare con l’istituzione dell’Euratom che non ebbe tuttavia alcun seguito per l’insorgere dello scontro di interessi tra i paesi europei. Nel volume vengono ricostruiti i rapporti con l’Unione Sovietica per l’acquisto del metano (dopo il contratto pluriennale di acquisto del petrolio) avviato al termine di un lungo e complesso negoziato alla fine del 1969 ad un prezzo agganciato a quello del petrolio.

Rapporti consolidati negli anni Ottanta col progetto di costruzione di un sistema di gasdotti per veicolare il gas dalla Siberia in Europa, per contenere il ruolo dominante del petrolio e della cui convenienza l’economia europea avrebbe potuto ampiamente beneficiare. All’entusiasmo di tutti i paesi europei per le nuove forniture di metano dall’ex-Urss si contrapponevano gli Stati Uniti sotto la presidenza di Ronald Reagan che ammoniva sui rischi che l’Europa ne divenisse ostaggio – come poi accaduto – potendo altresì beneficiare delle tecnologie e manifatture che l’Occidente era disponibile a trasferire per realizzare le linee di trasporto.

L’autonomia decisionale di Eni dalla politica

Merito del volume è di aver contestualizzato queste dinamiche nella complessiva politica nazionale, ivi compresi i rapporti preferenziali con i leader politici e governativi: ad iniziare da quelli, invero opachi, con Silvio Berlusconi, vanificati dall’autonomia decisionale di cui Eni seppe dar prova. La preferenza assegnata dai diversi governi che si sono succeduti negli scorsi decenni alle forniture di gas dalla Russia avrebbe fatto sì che ne divenissimo ostaggi come sperimentato ancor prima dell’esplodere della guerra ucraina nel 2022. Una dipendenza, quel che colpisce, del tutto sottovalutata dalla politica ma anche dalle forze economiche e sociali, salvo, a cose fatte, rimproverare chi ne era all’origine. In una crisi in cui il Paese si è aggrappato alle imprese a controllo statale, Eni e Snam, dopo averle vituperate per non essere state privatizzate.

Nel confronto tra oggi e il passato emerge l’abissale differenza nella visione programmatica di lungo periodo che un tempo la politica aveva dell’energia e delle strategie che si sarebbero dovute perseguire per assicurare al Paese un minimo di sicurezza energetica, di competitività delle risorse, anche interne, di cui ci si sarebbe dovuto avvalere. Aver sacrificato alle importazioni la produzione interna di gas, che potrebbe raddoppiare sulla base delle riserve accertate, è la più evidente dimostrazione dell’inconsapevolezza che ha guidato da molti anni in qua la politica interna e le forze politico-sociali. Questioni di idee, sulla scia di quelle antesignane di Mattei, ma anche di grandi politici della Prima Repubblica: a partire da Amintore Fanfani, che ebbe un grande ruolo nei rapporti con l’Unione Sovietica, Giovanni Gronchi, Aldo Moro.

La generale inconsapevolezza delle forze politiche ed economiche

Quel che colpisce scorrendo le pagine del volume è la generale inconsapevolezza delle forze politiche ed economiche sulle scelte che si andavano facendo rispetto a quelle che si sarebbero dovute fare. Ad iniziare, tra le altre cose, dal disprezzo per le imprese pubbliche, a partire da Eni: salvo santificarla per l’azione svolta per ridurre le forniture russe dopo lo scoppio della guerra ucraina. Se pensiamo che nell’ubriacatura per il binomio liberalizzazioni-privatizzazioni vi era chi aveva proposto di cedere Snam, il sistema arterioso del gas, a Gazprom al fine, si sostenne, di accrescere la concorrenza, ci si rende conto dell’inconsistenza dell’approccio alla politica energetica che ha dominato sino a qualche tempo fa. Un approccio, peraltro, mai rinnegato.

Il volume di Greco e Oddo ha il grande merito di ricostruire le vicende energetiche connesse al gas del nostro Paese negli scorsi decenni, non solo o tanto per averne memoria ma ancor prima per evitare il ripetersi degli errori del passato.


Andrea Greco e Giuseppe Oddo
L’arma del gas. L’Europa nella morsa delle guerre per l’energia
Feltrinelli, 2023, pp. 224


Alberto Clô è direttore di ENERGIA e RivistaEnergia.it


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