15 Aprile 2024

Mercato libero: l’esito delle aste desta preoccupazioni

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Le aste per il Servizio a Tutele Graduali hanno sancito la fine della Maggior Tutela e l’inizio del mercato libero dell’energia elettrica, ma il loro esito desta preoccupazioni. Se certi sono i benefici per i clienti domestici e nell’assetto del mercato nel breve periodo, scrive Simona Benedettini su ENERGIA 1.24, questo potrebbe non essere necessariamente vero nel lungo.

“Dopo oltre 21 anni dalla Direttiva UE 2003/54 – che ha sancito, a partire dal 1° luglio 2007, il diritto dei clienti domestici di acquistare energia elettrica dal fornitore di loro scelta – anche l’Italia, lo scorso gennaio, ha dato finalmente attuazione al dettato europeo.

Il 10 gennaio, infatti, sono stati assegnati a fornitori del mercato libero, scelti mediante procedure concorsuali, quei clienti domestici non vulnerabili che ancora non ne avevano scelto uno. Ossia tutti coloro che, dotati di particolari requisiti anagrafici, di salute ed economici, ancora risultavano serviti nell’ambito del cosiddetto servizio di «Maggior Tutela» per il quale trova applicazione un prezzo aggiornato trimestralmente dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) in base all’andamento del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica.

A decorrere dal 1° luglio 2024 a questi clienti saranno applicate condizioni di prezzo e contrattuali in parte ancora regolate da Arera nell’ambito del cosiddetto Servizio a Tutele Graduali (STG). 

Servizio a Tutele Graduali: punto di arrivo o di partenza della liberalizzazione del mercato elettrico retail?

Con il passaggio dei clienti vulnerabili serviti in regime di Maggior Tutela all’STG ha inoltre trovato compimento uno degli impegni assunti dall’Italia con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) riguardo la promozione della concorrenza e la rimozione delle barriere all’entrata nel mercato dell’energia elettrica.

Tuttavia, se l’avvio del STG rappresenta, almeno sulla carta, il punto di arrivo del processo di liberalizzazione del mercato elettrico retail italiano, nella sostanza ne è il punto di partenza. Gli esiti delle procedure concorsuali, infatti, suggeriscono che l’assetto di mercato e le condizioni di prezzo che le stesse hanno originato potrebbero essere tutt’altro che prodromiche all’efficace dispiegarsi della concorrenza nel mercato della vendita al dettaglio di energia elettrica.

Diversamente, le condizioni a cui è avvenuto il passaggio dei clienti domestici non vulnerabili dal regime di Maggior Tutela all’STG sembrano suggerire l’emergere di barriere all’entrata o comunque a una effettiva concorrenza tra operatori e il rischio, per i clienti serviti nell’STG, di non beneficiare, nel lungo termine, di offerte effettivamente convenienti”.

L’introduzione dell’articolo di Simona Benedettini, pubblicato sul numero 1.24 della rivista ENERGIA, ne presenta appieno la tesi e la struttura. L’articolo muove infatti dal ripercorrere le tappe che hanno condotto alla piena liberalizzazione del mercato retail dell’energia elettrica (par. 1), ovvero nascita, evoluzione e superamento del regime di Maggior Tutela.

Viene quindi presentato nel dettaglio il funzionamento del Servizio a Tutele Graduali (par. 2), in particolare gli obiettivi (par. 2.1), l’ambito di applicazione (par. 2.2), la decorrenza e durata (par. 2.3), le modalità di assegnazione (par. 2.4), le condizioni economiche e contrattuali (par. 2.5).

STG: un risparmio di circa 130 euro/anno rispetto al servizio di Maggior Tutela

Il terzo paragrafo è dedicato ai risultati delle aste per l’assegnazione dell’STG. L’esito delle aste che hanno sancito l’inizio del mercato libero dell’energia elettrica desta infatti preoccupazioni.

“Molti commentatori hanno visto nei risultati della procedura concorsuale sopra elencati il successo del completamento del processo di liberalizzazione. Ciò essenzialmente per il risparmio che i clienti domestici non vulnerabili avrebbero conseguito nel passaggio all’STG. (…) Tuttavia, il quadro è un po’ più complesso di quello che appare in prima battuta e le modalità di assegnazione dell’STG potrebbero rivelarsi fonte di potenziali effetti negativi per gli stessi clienti domestici e, più in generale, per l’efficace dispiegarsi della concorrenza anche tra operatori del mercato libero”.

Dall’esito delle aste emergono infatti “aspetti che destano preoccupazione, se adeguati interventi non saranno adottati, circa l’effettivo beneficio delle aste stesse sulla concorrenza di lungo periodo nel mercato della vendita di energia elettrica”. Aspetti che l’Autrice non manca di analizzare puntualmente avanzando proposte per una loro risoluzione.

Raccomandazioni per un mercato retail che funzioni che vengono riprese e ampliate nelle conclusioni. “Come osservato, gli esiti della stessa procedura potrebbero essere anche fonte di potenziali criticità per il dispiegarsi di una effettiva concorrenza sui mercati retail dell’energia elettrica in quanto:

  • le condizioni di prezzo dell’STG rendono pressoché impossibile l’esercizio di pressione concorrenziale da parte degli operatori del libero mercato non aggiudicatari dell’STG e, in particolare, quelli di piccole e medie dimensioni;
  • le condizioni di prezzo dell’STG favoriscono l’inerzia dei clienti domestici aumentando il rischio di essere trasferiti, successivamente la fine dell’STG, a offerte probabilmente più costose;
  • il disegno della procedura di asta ha determinato una limitata riduzione della concentrazione di mercato rispetto a quella che sarebbe stata auspicabile dato l’attuale assetto di mercato.

 Pertanto, alla luce delle implicazioni degli esiti del processo di aggiudicazione dell’STG, sembra che alcuni dei più importanti obiettivi che il DM MASE intendeva perseguire attraverso il STG possano essere di difficile raggiungimento, salvo ulteriori interventi correttivi”.

Ora più che mai è essenziale l’avvio di un dibattito su quale dovrà essere il ruolo delle autorità di regolazione

Tra le diverse raccomandazioni avanzate, quella di un “costante e attento monitoraggio delle condizioni concorrenziali dei mercati retail ad opera di Arera e Agcm. (…) ora più che mai è essenziale l’avvio di un dibattito su quale dovrà essere il ruolo delle autorità di regolazione”.

 Ed è proprio l’attività di Arera nel settore gas ad essere messa sotto la lente in un altro articolo pubblicato sullo stesso numero di ENERGIA per la penna di Alberto Clò e Gian Paolo Repetto. Ne emerge come talune sue decisioni abbiano prodotto danni non lievi, comportando un sovraccosto per i consumatori che poteva evitarsi se si fossero seguite le indicazioni della legge: a partire dal fissare i prezzi finali del metano facendo riferimento anche ai suoi «costi effettivi» anziché alle sole quotazioni spot di carattere finanziario, cancellando ogni riferimento ai prezzi contenuti nei contratti a lungo termine del gas.

“Sottoporre le Autorità di regolazione a «revisione critica» – scrive lo stesso Clò nella presentazione del numero “è utile, necessario, doveroso (1). (…) Condividere l’utilità di una «revisione» comporta però il doverne contestualmente sottolineare le non lievi ragioni di difficoltà. È l’obiettivo dell’articolo di chi scrive insieme a Gian Paolo Repetto sull’attività dell’Autorità di regolazione nel settore del metano nel recente passato”.


Il post presenta l’articolo di Simona Benedettini Servizio a Tutele Graduali e raccomandazioni per il mercato retail pubblicato su ENERGIA 1.24 (pp. 22-28)

Simona Benedettini è economista dell’energia e consulente indipendente


Foto: Unsplash

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