6 Maggio 2024

ENERG-IA: il binomio energia-intelligenza artificiale

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L’interazione tra energia e intelligenza artificiale è inevitabile e cruciale per il futuro dell’umanità. Per orientarsi nella comprensione di questa relazione profondamente intrecciata e il suo impatto sulla transizione energetica, occorre osservare e considerare sia i potenziali benefici che le criticità. Quel che propone Roberto Battiston nel suo articolo su ENERGIA 1.24.

“Viviamo in un’epoca caratterizzata da grandi transizioni e rivoluzioni tecnologiche. La principale tra le grandi transizioni è quella energetica, con l’obbiettivo di abbandonare l’energia fossile, causa del problema climatico dovuto al suo uso intensivo nel corso dell’ultimo paio di secoli. La più grande tra le rivoluzioni tecnologiche è quella digitale, che ci sta portando dai sistemi esperti fino ai sistemi generativi interrogabili in linguaggio naturale come ChatGPT aprendo nuove strade all’interazione uomo-macchina”.

Con queste parole il fisico Roberto Battiston apre il suo articolo (ENERGIA 1.24) dedicato al rapporto tra transizione energetica e intelligenza artificiale “elementi di ampiezza e rilevanza tale per il futuro dell’umanità, per cui la loro interazione è inevitabile”. Articolo che affianca quello di GB Zorzoli su come evitare di restare intrappolati nelle gabbie assiomatiche della transizione, ovvero fare valutazioni basate su criteri superati dall’avvento di nuove tecnologie, e che alimenta il filone di indagine avviato con l’articolo di David Berreby Intelligenza artificiale: l’energia e l’acqua di cui ha bisogno.

Transizione energetica e rivoluzione digitale

“La traiettoria dello sviluppo di ciascuno dei due è collegata a una molteplicità di fattori, molti dei quali completamente indipendenti dal binomio energia-IA. Per poterci orientare nella comprensione di questa relazione profondamente intrecciata, dovremmo muoverci lungo due direzioni di analisi. Da un lato, osservare i potenziali benefici. Dall’altro, considerare le potenziali criticità, dovute allo sviluppo della digitalizzazione e degli algoritmi IA nella gestione della transizione energetica”.

L’articolo esplora come la transizione energetica e la rivoluzione digitale siano collegate tra loro. Parte da una discussione separata dei due temi, con l’obbiettivo di definirne meglio i contorni e le caratteristiche, per poi affrontare alcuni dei molteplici aspetti che li collegano.

Nella prima parte dell’articolo, Battiston delinea quella che secondo lui è una transizione inevitabile (par.1) solo apparentemente impossibile, ovvero il rapido abbandono delle fonti fossili. Qualche buona notizia (par.2) lascia infatti viva la speranza che “se si mette in moto l’economia, le cose possono cambiare in modo rapido”. Tra queste, gli sviluppi nel campo delle batterie, il cui “processo industriale si è finalmente attivato: il costo delle batterie al litio (…) è crollato di quasi 10 volte nello stesso decennio. Sono in fase di sviluppo più o meno avanzato batterie a grande capacità basate sulla tecnologia Redox e nuovi tipi di batterie non basate su litio e sul cobalto”.

Né intelligente né artificiale

Per dare un lieto fine a questa storia è necessario usare “gli strumenti e le tecnologie più efficaci e scalabili. Fra questi spicca, nelle sue varie declinazioni, l’Intelligenza Artificiale (IA)”. Una tecnologia, né intelligente né artificiale precisa Battiston nel terzo paragrafo nel quale propone un excursus utile a capire come l’IA sia un insieme di tecnologie che rimane, almeno nei contesti attuali, sotto il controllo umano “e non debba quindi essere vissuta come qualche cosa di diverso e di superiore e quindi, a seconda dei casi, di minaccioso o miracoloso”.

“Per capire di cosa si tratta, per valutarne meglio potenzialità e limiti, dobbiamo toglierla dal piedestallo in cui una comunicazione superficiale e troppo sintetica la ha collocata, per analizzarla per quello che è: si tratta del potenziamento di alcune funzioni disponibili negli esseri viventi, l’uomo in particolare, che associamo, non sempre opportunamente, a funzioni di tipo intellettivo”.

“Nei tempi recentissimi abbiamo visto affermarsi, con velocità fulminea, sistemi di Intelligenza Artificiale di tipo generativo, fra cui la più nota è certamente ChatGPT” (4. Una chiacchiera rigenerativa). “L’algoritmo alla base di questo sistema è disegnato in modo tale da rastrellare il web acquisendo massicce quantità di testi su cui allenare una gigantesca rete neurale basata su centinaia di miliardi di parametri per calcolare la frequenza con cui le diverse parole appaiono all’interno delle frasi e costruire così parola per parola risposte ragionevoli e plausibili a domande anche complesse che vengono fatte all’algoritmo”.

ENERG-IA

La trattazione entra quindi nel vivo del binomio energia-intelligenza artificiale (5. ENERG-IA) nel quale vengono esplorati sia i benefici indotti dall’uso dell’IA nella transizione energetica (par. 5.1) che le criticità collegate allo sviluppo della digitalizzazione e degli algoritmi IA nella gestione della transizione energetica (par. 5.2).

Sul primo fronte vediamo, ad esempio, come “Gli strumenti digitali, in generale, e l’ampliamento delle capacità di interfacce flessibili e potenti come quella dell’IA generativa, in particolare, potrebbero permettere l’accelerazione dei processi industriali e logistici che sono necessari per realizzare, nei tempi più brevi e nel modo più economico possibile, le infrastrutture e le attività estrattive, di trasporto e di produzione che sono necessarie per la transizione”.

Nel secondo troviamo, ad esempio, il fatto che “Le attuali forme di IA generativa consumano più energia rispetto ad altre forme di calcolo” oppure “l’impatto sul mercato del lavoro, in particolare nel settore energetico”, non tanto perché potrebbero scomparire dei posti di lavoro, ma perché c’è carenza del personale necessario a promuovere la transizione. “L’industria energetica dovrà competere per reclutare i migliori data scientist e programmatori, mentre le aziende che cercano di trattenere il personale che conosce il settore dovrebbero prendere in considerazione la formazione e la riqualificazione di parte della forza lavoro esistente”.

Le ultime battute sono dedicate all’importanza della collaborazione trai paesi per sviluppare una buona e condivisa governance dei dati. “Un approccio globale coordinato può consentire soluzioni applicabili e replicabili a livello internazionale, trasferire gli insegnamenti a livello globale e accelerare la transizione energetica riducendone i costi”.


Il post presenta l’articolo di Roberto Battiston Energ-IA pubblicato su ENERGIA 1.24 (pp. 44-51)

Roberto Battiston, fisico, professore presso l’Università di Trento, già presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana


Foto: Unsplash

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