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accordo di Parigi

25 Novembre 2020

La questione climatica tra cooperazione e geopolitica: intervista a Enrico Letta

Cooperazione nella lotta ai cambiamenti climatici e competizione nella corsa alla transizione energetica sono due facce della stessa medaglia. Se con Donald Trump ha prevalso una contrapposizione tribalistica, come cambia l’approccio degli Stati Uniti alla questione climatica con l’elezione di Joe Biden alla Casa Bianca? Quali margini sussistono per estendere e rafforzare la cooperazione, oltre che con l’Unione Europea, con la Cina? Considerazioni di carattere geopolitico possono minare gli sforzi cooperativi? Lo abbiamo chiesto a Enrico Letta, Rettore della Paris School of International Affairs (PSIA) presso l’Università Sciences Po di Parigi e Presidente dell’Institut Jacques Delors. Pur se il quadro multilaterale – attualmente più sano a Oriente che ad Occidente – andrà migliorando, la geopolitica non sparirà. All’Europa spetta il compito di ritagliarsi un proprio ruolo.

15 Ottobre 2020

Accordo di Parigi: 5 anni dopo il bilancio è desolante

Nel 2018 si sono investiti circa 800 miliardi di dollari nel settore upstream oil&gas e carbone contro circa 550 nei settori “green”. Nel frattempo, le emissioni di CO2 da combustione fossile continuano ad aumentare. A livello di finanza, i green bond crescono, ma restano meno dell’1%.

25 Maggio 2020

Clima 4 – Sapiens 1 (ma la rimonta è possibile)

Se la lotta ai cambiamenti climatici fosse una partita di calcio, saremmo in forte svantaggio contro un avversario formidabile e con il solo secondo tempo per recuperare. Serve un cambio di passo: un “uomo-partita” (l’Unione Europea) e una strategia semplice ed attuabile (la riforestazione) in attesa che la transizione energetica ci assicuri la “remontada”.

3 Febbraio 2020

Verità e retorica: dov’è la transizione energetica?

Il tempo è la variabile chiave nella lotta ai cambiamenti climatici. Non si può parlare di transizione energetica, di soluzioni, di record e di risultati trascurando la questione temporale. Altrimenti si cade nella pura e sterile retorica. Meglio è invece mettere in fila alcuni fatti incontrovertibili.

16 Dicembre 2019

COP 25: il fantasma di Kyoto incombe su Madrid

Tre cose si dovevano decidere a Madrid: nuovi target, forme ed entità dei trasferimenti finanziari, meccanismi e funzionalità del mercato dei crediti di CO2. E invece nulla, il pantano che pensavamo superato con l’Accordo di Parigi è riemerso più vischioso che mai.

13 Dicembre 2019

Il ciclo del carbonio e Marx

Le emissioni mondiali crescono e nessun negoziato è in grado di fermarle. Perché ciò accade? La politica può riuscire a trasformare l’economia? La decarbonizzazione dell’economia mondiale è un passo lungo, l’azione richiesta è radicale e rivoluzionaria.

5 Dicembre 2019

Parigi-Madrid in retromarcia: da COP21 a COP25

Due fatti segneranno in modo cruciale il futuro climatico del mondo a prescindere da quel che accadrà a Madrid durante COP 25: l’uscita formale degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi e la costruzione monstre di centrali a carbone in Cina. Di fatto, i primi due emettitori di gas serra non stanno dando seguito agli impegni presi nel 2015.

2 Dicembre 2019

Time for inaction: va in scena COP25

Circa 30.000 persone sono attese a Madrid per l’annuale appuntamento dell’UNFCCC. Ma non c’è da aspettarsi molto. Il circo itinerante declama, ma è incapace di agire. Il problema vero è rimosso dal tavolo. Ed il tema vero è che la transizione non è un pasto gratis. Costa e ci costa, ma questo si preferisce non dirlo. Perché alla fine della fiera chi paga è il consumatore finale.

14 Ottobre 2019

75 dollari: la carbon tax dell’establishment

In concomitanza con il tifone Hagibis arriva il monito del FMI: se si vuole salvare il pianeta dal disastro serve una carbon tax da 75 dollari (contro gli attuali 2). Ma il pasto non è gratis e i rischi sociali possono essere elevati..