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Coronavirus

1 Giugno 2020

Ristrutturazione e riqualificazione: rilanciare l’economia partendo dalla casa

La ristrutturazione residenziale e la riqualificazione energetica sono interventi che rispondono a obiettivi economici, ambientali e sociali. Ma il tasso annuale di ristrutturazione degli immobili residenziali in UE varia tra lo 0,4-1,2% a seconda del paese. Come mai? Diverse le ragioni: dal costo degli interventi nonostante gli incentivi finanziari e fiscali alla scarsa o difficile informazione. Il tema della ristrutturazione residenziale è ora al centro dello European Green Deal che, a sua volta, è al centro del piano di rilancio post-COVID. In autunno la Commissione europea presenterà la campagna Renovation Wave. Riuscirà ad attrarre gli investimenti necessari e a semplificare i processi?

28 Maggio 2020

Non sacrificare l’economia circolare sull’altare della ripresa economica

La crisi pandemica sta causando non poche difficoltà al comparto della raccolta rifiuti, penalizzando la filiera del riciclo e lo sviluppo di un’economia circolare. Serve una strategia di medio-lungo periodo che vada oltre lo stato di emergenza, ad esempio sulla plastic tax. Conciliare l’oggi (stimolo all’economia) col domani (decarbonizzazione) è infatti la sfida che ogni policy maker nazionale ed europeo dovrà affrontare d’ora in avanti.

27 Maggio 2020

Pandemie e crisi energetiche: la fine del petrolio non è (al momento) auspicabile

I prezzi negativi del WTI del 21 aprile hanno spinto numerosi analisti a prevedere l’inevitabile, vertiginoso e irreversibile rapido avvento della fine del petrolio. Non è il caso di compiacersene. In attesa che si compia la transizione energetica, di petrolio ce n’è ancora bisogno. Mentre una crisi energetica scatenata dalla pandemia potrebbe rappresentare una “tempesta perfetta” per lo sviluppo delle civiltà umane. Come già lo fu all’epoca dell’Impero Romano.

25 Maggio 2020

Clima 4 – Sapiens 1 (ma la rimonta è possibile)

Se la lotta ai cambiamenti climatici fosse una partita di calcio, saremmo in forte svantaggio contro un avversario formidabile e con il solo secondo tempo (da qui al 2050) per recuperare. L’Accordo di Parigi è l’unico goal da noi segnato finora. Può essere la base della riscossa, ma Sapiens continua a disquisire di tattiche e strategie col rischio di perdersi in una sterile melina. Serve un cambio di passo: un “uomo-partita” (l’Unione Europea) e una strategia semplice ed attuabile (la riforestazione) che ci consentano di recuperare terreno in attesa che la transizione energetica ci assicuri la “remontada” prima del triplice fischio.

19 Maggio 2020

Quer pasticciaccio brutto (dei certificati bianchi)

I controlli sui titoli di efficienza energetica accertano con sempre maggior frequenza incentivi indebitamente percepiti. In piena emergenza COVID-19 e con bassi prezzi dell’energia, servirebbe un sistema di promozione dell’efficienza energetica armonizzato a livello europeo.

18 Maggio 2020

Nuovi comportamenti ed energia: più o meno virtuosi?

Il lockdown può aver trasformato molti nostri comportamenti, con effetti sul fronte energetico ed ambientale rintracciabili nelle aree mobilità, lavoro, digitale. L’emergere di nuovi fenomeni merita di essere approfondito prima di decretarne il segno, anche perché potrebbe trattarsi di una “nuova normalità”.

13 Maggio 2020

COVID-19 e povertà energetica: è il momento di un diritto all’energia

Quasi 50 milioni di persone sono affetti da povertà energetica nell’Unione Europea, circa il 10% della popolazione. Misure eccezionali di vario tipo sono state messe in campo in diversi paesi europei, ma cosa succederà quando saranno revocate? Gli strascichi della crisi si prolungheranno nel tempo e il numero di persone in stato di necessità rischia di crescere notevolmente.

11 Maggio 2020

I tre debiti

C’è quello pubblico, l’attivo delle banche centrali e infine quello ambientale. A complicare le cose, il fatto che oggi i primi due debiti ostacolano ancor più la risoluzione del terzo.

7 Maggio 2020

e la risposta giusta è… Stato imprenditore!

Una cura che viene proposta da tempo, già prima dell’esplodere della pandemia. Si ha come la sensazione che “Stato imprenditore” sia la risposta a prescindere dalla domanda e viene da chiedersi se esista davvero un cura adatta a tutti male, e soprattutto a quello che ci troviamo ad affrontare.